Progetto sostenuto con i fondi

Otto per Mille della Chiesa Valdese

Nel 1993 il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste ha deciso di avvalersi della norma di legge che consente a una confessione religiosa riconosciuta dallo Stato ai sensi di un’Intesa (articolo 8 della Costituzione) di accedere alla riscossione di una quota del gettito dell’otto per Mille dell’IRPEF.
Nel prendere questa decisione il Sinodo ha fissato anche alcuni criteri guida. In particolare ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto – ad esempio per finanziare le attività religiose e spirituali della Chiesa, la costruzione di locali di culto o per mantenimento dei pastori – ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale.
Il Sinodo ha inoltre deliberato che una quota dell’importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell’Otto per Mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici.
Ogni anno la Tavola valdese, l’organo esecutivo del Sinodo, pubblica il resoconto dettagliato dei progetti finanziati.

“Non chiamateli disabili!” progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

Il progetto, finanziato con i Fondi Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi), ha realizzato l’obiettivo di trasformare il piccolo laboratorio di ceramica dell’associazione Cielo e Terra di Trivento Onlus in una vera e propria Bottega Artigiana dove i ragazzi con disabilità ed età diverse hanno potuto realizzare, e a tutt’oggi realizzano, oggetti in ceramica dall’elevatissimo valore sociale.
L’iniziativa è nata con lo scopo di impegnare i ragazzi disabili in un percorso di inserimento al lavoro nel contesto della Bottega Artigiana, incentivando il loro impegno, accrescendo la loro autostima attraverso il raggiungimento dei loro obiettivi personali e comuni, dando inizio ad un percorso che punta alla loro futura autonomia o semi-autonomia economica.
Il progetto, ad oggi ancora in atto, mira a dimostrare alla comunità che la disabilità non è sinonimo di assistenzialismo e che le persone con handicap sanno e possono fare “cose” oltre ogni aspettativa.
Gli oggetti prodotti nella Bottega saranno inseriti in un sistema di distribuzione diretta e on line e le offerte acquisite verranno inizialmente reinvestite per acquistare nuovi beni e servizi individuati dai ragazzi stessi: attrezzature e materiali per nuove attività, viaggi, corsi di formazione, ecc.. L’obiettivo a lungo termine è trasformare la Bottega artigiana in una vera e propria opportunità di lavoro per i ragazzi coinvolti nel progetto e per coloro che in futuro ne vorranno fare parte.

“GIARDINO BLU” Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Annualità 2019

Il progetto, finanziato con i Fondi Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) realizzato presso il Centro Diurno Socio – educativo “Raggio di Luce” di Trivento ha focalizzato l’attenzione sulle attività di ortoterapia quale metodo riabilitativo del disagio e della disabilità che appartiene all’ ambito delle terapie occupazionali. È stato realizzato un laboratorio occupazionale per disabili adulti incentrato sul fare, finalizzato al consolidamento dell’autonomia personale, allo sviluppo a livello pratico di competenze logico-operative, motorie e manuali nonché di interazione ed inclusione sociale.

Le difficoltà connesse con l’emergenza sanitaria da SARS-COV 2 ha imposto la sospensione delle attività per un periodo (marzo – maggio 2020), per poi riprendere in assetto rimodulato (piccoli gruppi e attività individualizzate supportate dai volontari) nel mese di maggio.

Le attività sono state realizzate in vaso e in parte in uno spazio incolto adiacente il poliambulatorio di Trivento presso cui ha sede il Centro diurno.

In misura diversa, con incarichi adeguati alle competenze e potenzialità personali, tutti i partecipanti sono stati impegnati in modo attivo.

I ragazzi, con l’aiuto degli operatori e dei volontari, hanno realizzato un piccolo orto in cui sono state messe a dimora piante aventi un ciclo breve e adatte quindi ai loro tempi di permanenza nel centro diurno quali: zucchine, pomodori, peperoncini, cipolle, insalata, basilico, prezzemolo e sedano. Ovviamente, prima del trapianto di suddette ortive, è stato preparato il terreno, sono stati realizzati dei piccoli solchi e successivamente si è provveduto ad irrigare le piante; tutte queste operazioni hanno permesso di migliorare la sequenzialità delle azioni.

Un’ altra importante attività è stata l’etichettatura di tutte le piante messe a dimora: sono stati realizzati i cartellini, successivamente posizionati in prossimità delle stesse. Il riconoscimento delle piante in numerosi casi è avvenuto attraverso l’olfatto e questo ha rappresentato una modalità che ha avvicinato anche gli utenti con deficit della vista.

L’etichettamento ha permesso di mantenere e sviluppare la capacità di lettura e soprattutto di stimolare la memoria nell’ identificazione delle piante.

Oltre a suscitare molto interesse e responsabilità, la gestione delle piante ha permesso di sviluppare anche la pazienza nell’aspettare i momenti giusti e consoni alle varie fasi di crescita, per eseguire la raccolta del prodotto o semplicemente per godere della bellezza di un fiore o di una pianta.

Le attività progettuali hanno consentito la stimolazione delle capacità motorie e la stimolazione sensoriale completa.

Al fine di monitorare l’andamento delle attività e adattarle ai bisogni emergenti dell’utenza sono state svolte con costanza valutazioni periodiche delle attività e dei risultati raggiunti e incontri di programmazione e di verifica del gruppo operativo.

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